La mia Cattleya
Vi mostro la mia bellissima Cattleya, dovrebbe essere una Loddigesii ma più probabilmente è una Harrisononiana. Poco importa è semplicemente stupenda ecco le foto!
Ciao
Il pop3 di Gmail non ti riconosce la password?
No! Non ti preoccupare! Non soffri di amnesie e la tua password è giusta, tranquillo! Puoi verificare tu stesso andando sul web mail, la password funziona! Ma allora perché il client di posta elettronica non funziona e da errore “password errata”? Probabilmente il tuo account è stato temporaneamente bloccato e con ogni probabilità questo è dovuto ai troppi accessi consecutivi.
Come risolvere?
Imposta il tuo client di posta per controllare la posta non più di una volta ogni 15 minuti, meglio 30!
Chiudi il client di posta.
Vai a seguente indirizzo e segui le istruzioni: http://mail.google.com/support/bin/answer.py?answer=14257
Ciao
L’Aquila 08-06-2010
Ormai è passato oltre un anno dal quel 6 aprile ma le ferite della mia città sanguinano ancora come prima, l’emorragia non si ferma! Ieri, dovendo incontrare un amico, sono andato all’Aquila e poiché ne conosco ogni singolo posto, mi sono inoltrato “furtivamente” con la macchina e a piedi fra le vie e i vicoli di quello che una volta era il centro storico della città, cuore pulsante di vita e punto di aggregazione principale di tutti noi.
La desolazione è totale!
Si sentono soltanto isolati e alterni rumori di ruspe frammisti a qualche cinguettio. Le macerie, in piccola parte rimosse, sono state per lo più accantonate a destra e a manca, così alla rinfusa giusto per liberare un minimo la via per passare. Molti palazzi, ancora in piedi, internamente sono soltanto cumuli di macerie, non esistono più i piani, i solai. Tutto è caduto dentro e sbirciando dalle finestre si possono vedere chiaramente le montagne di pietre frammiste a pezzi di vita quotidiana.
La sensazione è che forse non basteranno 100 anni per rivedere vivi quei luoghi, per sentire ancora l’odore del pane appena sfornato la mattina presto!
Ieri ho pensato che forse dovrò dire addio all’Aquila. Dovrò farmene una ragione, come quando perdi qualcuno e sai che comunque rimarrà vivo ma solo dentro di te, solo nei tuoi ricordi, solo nel tuo cuore!
Rinvaso Miltoniopsis
Sono quasi 2 mesi che ho questa splendida orchidea regalatami da mia madre e ieri è sfiorita allora ho approfittato per rinvasarla poichè il substrato non mi convinceva affatto. Quando in un orchidea di tipo commerciale, (quelle acquistate presso i pochi vivai italiani specializzati come Nardotto & C. e Il Sughereto fanno caso a parte) non trovo il vaso trasparente appena è possibile faccio subito il rinvaso perché non mi fido e voglio essere certo che sia tutto a posto.
Tanto per darvi un esempio di ciò che è possibile trovare ecco la foto della mia Miltoniopsis appena svasata.
La pianta era stata rinvasata con tutto il vasetto originale dove probabilmente era stata cresciuta, e ovviamente nel vasetto c’era:
la fantomatica palletta di sfagno che ovviamente in quelle condizioni non asciuga e non consente una buona areazione delle radici, cosa essenziale per le orchidee che nella stragrande maggioranza dei casi sono piante epifite, ovvero vivono su altre piante con le radici all’aria nutrendosi dall’umidità ambientale.
Bene ho provveduto a liberare tutte le radici dallo sfagno e dal bark molto delicatamente ed ho tagliato tutte le radici marce. Per sicurezza ho fatto un bagno alle radici di mezzora in soluzione di acqua di osmosi e previcur (fungicida della bayer). Dopo di che ho lasciato asciugare bene le radici per oltre 24 ore. Non preoccupatevi è epifita, ama stare con le radici all’aria! Purtroppo l’iPhone mi ha ciccato la foto con le radici curate e asciutte.
Nel frattempo due giorni fa mi ero premunito di mettere a bagno il bark nuovo che avevo selezionato per taglia medio piccola. Se non usate del bark idoneo ma preferite quello da pacciamatura è buona norma farlo prima bollire e poi farlo stare a mollo per più tempo in modo da eliminare residui di polvere e resina. Per il rinvaso oltre al bark ho usato una buon 25% di sfagno reidratato perché la Miltoniopsis necessita di una buona umidità. Poiché il bark nuovo asciuga piuttosto in fretta, l’aggiunta di sfagno dovrebbe garantirmi maggior tempo fra un’innaffiatura e la successiva.
Ecco le foto dei composti:

Lo sfagno reidratato, acquistato su ebay in inghilterra, tipo Neozelandese

Il bark con lo sfagno
Per il rinvaso ho sistemato sul fondo del vaso i pezzi grandi, selezionati appositamente per garantire un buon drenaggio e una buona areazione. Poi ho inserito la pianta e riempito il vaso con il bark piccolo mischiato allo sfagno facendolo penetrare bene fra le radici.
Ecco come si presenta:

La miltoniopsis appena rinvasata.
Ho usato un vaso trasparente, mi piace osservare l’evolversi della situazione radicale e alle orchidee la luce alle radici non da fastidio. Ora terrò la pianta senza annaffiature per almeno 10 giorni, questo consentirà ai tagli di cicatrizzare ed impedirà lo sviluppo di muffe e funghi. Poi riprenderò le innaffiature gradualmente e spero che entro un mese o due la pianta risponda con vigore emettendo nuova vegetazione.
Al prossimo aggiornamento, ciao.
Finalmente! A scuola di bonsai
Ieri sono andato finalmente alla scuola di bonsai per iniziare il mio percorso formativo a questa arte. L’esperienza è stata entusiasmante, ho passato un’intera giornata insieme al Sensei Enrico Savini e ad altri studenti a fare bonsai. Bellissimo ero lì con il mio ginepro sul tavolinetto rotante, gli attrezzi, il filo, la rafia e l’odore stupendo della pianta.
Intanto vi mostro la pianta di partenza che ho comprato al Vivaio scegliendola personalmente, il mastro dice che è un ottimo materiale per imparare, ha una scaglia molto compatta e regolare e cosa fondamentale, è in perfetta salute.
La prima operazione è stata la pulitura della pianta, il maestro ha tagliato tutti i rami inutili lasciando dei monconi per futuri Jin (spezzoni di legna secca) poi mi ha spiegato come rimuove la corteccia vecchia da prima con un coltellino e con la spazzola metallica per finire con una spugnetta bagnata in acqua. Successivamente ho pulito tutti i rami eliminando i getti vecchi e ormai fermi, lasciando solo i rametti semi-lignificati e vigorosi.
La fase successiva è stata la preparazione della pianta per la legatura, il maestro mi ha insegnato a mettere la rafia per proteggere e rendere elastico il ramo per poterlo poi piegare. Dopo la rafia per maggiore protezione si è messo anche uno strato di nastro gommato vulcanizzante.
Filatura, finalmente arriva il momento clou, il maestro mi fa vedere come scegliere il filo del diametro giusto e come avvolgerlo correttamente perché regga in posa i rami. Inizia un lavoro certosino che partendo dai rami più grandi mi porta alla legatura di tutti i primari e i secondari, anche i più piccini. Ehmmm! modestamente la mia manualità è uscita fuori tutta!
Alla fine sono state fatte tutte le pieghe e l’impostazione iniziale. Ehehehhe ovviamente il maestro in questa fase delicata ha fatto le pieghe io l’ho solo aiutato, il rischio di spezzare il ramo se non si opera con precisione e delicatezza è altissimo.
Vi mostro la sequenza della lavorazione:
Ovviamente quello che vedete è solo una prima fase ora bisogna aspettare una stagione vegetativa per poter fare nuovi interventi, vi aggiorno al prossimo step.
Ps: la mia scuola è : http://www.progettofuturobonsai.it/
Pps: la pianta si chiama ElMa in onore di mia figlia Elisa Maria
Orchis Purpurea
Orchis Purpurea, è un orchidea spontanea che cresce alle nostre latitudini un pò in tutto il mondo. E’ una specie protetta come tutte le orchidee, ma almeno in Italia per ora non corre alcun pericolo.
Sono molto felice di averla incontrata!
Nel bosco, atto secondo
Questa mattina, armato di macchina fotografica e libro per riconoscere gli alberi, ho fatto un’altra gita nei boschi a valle di Civitella del Tronto. Questi boschi sono molto fitti e non proprio semplici da attraversare tuttavia è possibile incontrarvi dentro scene molto suggestive. Muschi, edera e fiorni nel fitto del sottobosco sono davvero stupendi, qualche foto per voi che mi seguite.
Ciao
Loreto fra arte, business e un po’ di spiritualità…
Eccomi eccomi, sono tornato! Scusate ma gli impegni primaverili sono veramente pressanti ma vi assicuro che tornerò presto a scrivere sul blog sopratutto di web applicaiton e piccoli tutorials.
Ieri sono stato a Loreto e ho fatto un pò di foto, vi presento l’albulm:
Loreto fra arte, business e un po’ di spiritualità…
Spero sia di vostro gradimento!
Ciao a presto!
The Pirate Bay di nuovo bloccato!!!
Non sono un fanatico dello scaricamento massiccio, se mi piace un disco me lo compro su iTunes ma una cosa proprio non la sopporto, la censura!
Purtroppo questo stato in cui vivo e di cui quasi mi vergogno non solo ci obbliga a pagare una tassa ingiusta ed iniqua chiamata “equocompenso” ma ci oscura anche un sito come thepiratebay.org, di fatto applicando una vera e propria censura su interntet, robba da Cina!!!
Bene ragazzi sapete come si fa ad aggirare tale censura?
Eccovi serviti! Impostate i server DNS manualmente scegliendo fra quelli liberi come quelli di google 8.8.8.8 e 8.8.4.4 oppure quelli di openDNS , cercate con google!
Se ciò non dovesse bastare (ehehhe lo stato italiano potrebbe oscurare mezza internet per riuscire nel suo intento) usate un proxy anonimo come ad esempio http://anonymouse.org! Se cercate ce ne sono molti altri con servizi differenti gratuiti o dal costo irrisorio, che vi consentono di navigare in modo anonimo e sicuro.
Vi consiglio di dare uno sguardo anche a freenet (googolate please!) per capire l’entità del problema e la soluzione!







Commenti recenti