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Vacanze in Norvegia 2010

29 agosto 2010 stefano Nessun commento

La Norvegia è un paese molto esteso e scarsamente popolato dove la natura, anche per scelta degli abitanti, ha ancora la priorità su tutto. E così ti ritrovi a dover percorrere 500km in auto e impiegarci oltre 10 ore, poiché le autostrade norvegesi sono più strette delle nostri statali e si arrampicano fra montagne e vallate per poi scendere verso i fiordi e il mare. Il paesaggio è impressionante, incontaminato e non è affatto difficile inquadrare col grandangolo senza includere segni della presenza dell’uomo. Foreste di conifere e faggete dominano i pendii meno scoscesi, rocce mastodontiche si tuffano a picco nel mare, l’acqua sgorga dalle pietre in ogni dove creando infinite cascate e rapide. Insomma se la natura è la vostra passione la Norvegia è una tappa obbligata.

Durante questo viaggio abbiamo visitato molti luoghi, viaggiando con la macchina e i traghetti attraverso i fiordi nord occidentali, per poi visitare la capitale Oslo prima di ripartire. A noi sono piaciuti più i posti isolati, dove è possibile entrare in contatto con le piccole realtà che popolano le coste dei fiordi. La vita in questi posti scorre con un ritmo più lento, è più genuina. La città invece è moderna e ricca di servizi, ma la gente è schiva e un po’ fredda, come in tutte le grandi città europee.

Ecco le foto del nostro viaggio

Categorie:Famiglia, Foto Tag: ,

La valle del Chiarino

9 agosto 2010 stefano 2 commenti

La valle del Chiarino, situata interamente in provincia dell’Aquila, è una splendida vallata del Gran Sasso d’Italia nel bel mezzo del parco nazionale. All’interno della valle scorre il fiume Chiarino, le cui sponde sono ricoperte da un fitto e antico bosco di faggio. Percorrendo la strada, ora interrotta per una frana, che risale la valle si arriva fino alle sorgenti del fiume attraversando l’imponente faggeta  che di tanto in tanto lascia passare un po’ di luce creando atmosfere da sogno. Il fiume sfocia nel lago di Provvidenza, diga artificiale raggiungibile tramite le statale 80 L’Aquila Teramo, da cui inizia l’escursione per la valle.

La mia Cattleya

29 giugno 2010 stefano 1 commento

Vi mostro la mia bellissima Cattleya, dovrebbe essere una Loddigesii ma più probabilmente è una Harrisononiana. Poco importa è semplicemente stupenda ecco le foto!

Ciao

Il pop3 di Gmail non ti riconosce la password?

21 giugno 2010 stefano Nessun commento

No! Non ti preoccupare! Non soffri di amnesie e la tua password è giusta, tranquillo! Puoi verificare tu stesso andando sul web mail, la password funziona! Ma allora perché il client di posta elettronica non funziona e da errore “password errata”? Probabilmente il tuo account è stato temporaneamente bloccato e con ogni probabilità questo è dovuto ai troppi accessi consecutivi.

Come risolvere?

Imposta il tuo client di posta per controllare la posta non più di una volta ogni 15 minuti, meglio 30!
Chiudi il client di posta.
Vai a seguente indirizzo e segui le istruzioni: http://mail.google.com/support/bin/answer.py?answer=14257

Ciao

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L’Aquila 08-06-2010

9 giugno 2010 stefano Nessun commento

Ormai è passato oltre un anno dal quel 6 aprile ma le ferite della mia città sanguinano ancora come prima, l’emorragia non si ferma! Ieri, dovendo incontrare un amico, sono andato all’Aquila e poiché ne conosco ogni singolo posto, mi sono inoltrato “furtivamente” con la macchina e a piedi fra le vie e i vicoli di quello che una volta era il centro storico della città, cuore pulsante di vita e punto di aggregazione principale di tutti noi.

La desolazione è totale!

Si sentono soltanto isolati e alterni rumori di ruspe frammisti a qualche cinguettio. Le macerie, in piccola parte rimosse, sono state per lo più accantonate a destra e a manca, così alla rinfusa giusto per liberare un minimo la via per passare. Molti palazzi, ancora in piedi, internamente sono soltanto cumuli di macerie, non esistono più i piani, i solai. Tutto è caduto dentro e sbirciando dalle finestre si possono vedere chiaramente le montagne di pietre frammiste a pezzi di vita quotidiana.

La sensazione è che forse non basteranno 100 anni per rivedere vivi quei luoghi, per sentire ancora l’odore del pane appena sfornato la mattina presto!

Ieri ho pensato che forse dovrò dire addio all’Aquila. Dovrò farmene una ragione, come quando perdi qualcuno e sai che comunque rimarrà vivo ma solo dentro di te, solo nei tuoi ricordi, solo nel tuo cuore!

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Rinvaso Miltoniopsis

23 maggio 2010 stefano Nessun commento

Sono quasi 2 mesi che ho questa splendida orchidea regalatami da mia madre e ieri è sfiorita allora ho approfittato per rinvasarla poichè il substrato non mi convinceva affatto. Quando in un orchidea di tipo commerciale, (quelle acquistate presso i pochi vivai italiani specializzati come Nardotto & C. e Il Sughereto fanno caso a parte) non trovo il vaso trasparente appena è possibile faccio subito il rinvaso perché non mi fido e voglio essere certo che sia tutto a posto.

Tanto per  darvi un esempio di ciò che è possibile trovare ecco la foto della mia Miltoniopsis appena svasata.

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

La pianta era stata rinvasata con tutto il vasetto originale dove probabilmente era stata cresciuta, e ovviamente nel vasetto c’era:

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

la fantomatica palletta di sfagno che ovviamente in quelle condizioni non asciuga e non consente una buona areazione delle radici, cosa essenziale per le orchidee che nella stragrande maggioranza dei casi sono piante epifite, ovvero vivono su altre piante con le radici all’aria nutrendosi dall’umidità ambientale.

Bene ho provveduto a liberare tutte le radici dallo sfagno e dal bark molto delicatamente ed ho tagliato tutte le radici marce. Per sicurezza ho fatto un bagno alle radici di mezzora in soluzione di acqua di osmosi e previcur (fungicida della bayer). Dopo di che ho lasciato asciugare bene le radici per oltre 24 ore. Non preoccupatevi è epifita, ama stare con le radici all’aria! Purtroppo l’iPhone mi ha ciccato la foto con le radici curate e asciutte.

Nel frattempo due giorni fa mi ero premunito di mettere a bagno il bark nuovo che avevo selezionato per taglia medio piccola. Se non usate del bark idoneo ma preferite quello da pacciamatura è buona norma farlo prima bollire e poi farlo stare a mollo per più tempo in modo da eliminare residui di polvere e resina. Per il rinvaso oltre al bark ho usato una buon 25% di sfagno reidratato perché la Miltoniopsis necessita di una buona umidità. Poiché il bark nuovo asciuga piuttosto in fretta, l’aggiunta di sfagno dovrebbe garantirmi maggior tempo fra un’innaffiatura e la successiva.

Ecco le foto dei composti:

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

Lo sfagno reidratato, acquistato su ebay in inghilterra, tipo Neozelandese

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

Il bark con lo sfagno

Per il rinvaso ho sistemato sul fondo del vaso i pezzi grandi, selezionati appositamente per garantire un buon drenaggio e una buona areazione. Poi ho inserito la pianta e riempito il vaso con il bark piccolo mischiato allo sfagno facendolo penetrare bene fra le radici.

Ecco come si presenta:

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

La miltoniopsis appena rinvasata.

Ho usato un vaso trasparente, mi piace osservare l’evolversi della situazione radicale e alle orchidee la luce alle radici non da fastidio. Ora terrò la pianta senza annaffiature per almeno 10 giorni, questo consentirà ai tagli di cicatrizzare ed impedirà lo sviluppo di muffe e funghi. Poi riprenderò le innaffiature gradualmente e spero che entro un mese o due la pianta risponda con vigore emettendo nuova vegetazione.

Al prossimo aggiornamento, ciao.

Finalmente! A scuola di bonsai

16 maggio 2010 stefano Nessun commento

Ieri sono andato finalmente alla scuola di bonsai per iniziare il mio percorso formativo a questa arte. L’esperienza è stata entusiasmante, ho passato un’intera giornata insieme al Sensei Enrico Savini e ad altri studenti a fare bonsai. Bellissimo ero lì con il mio ginepro sul tavolinetto rotante, gli attrezzi, il filo, la rafia e l’odore stupendo della pianta.

Intanto vi mostro la pianta di partenza che ho comprato al Vivaio scegliendola personalmente, il mastro dice che è un ottimo materiale per imparare, ha una scaglia molto compatta e regolare e cosa fondamentale, è in perfetta salute.

La prima operazione è stata la pulitura della pianta, il maestro ha tagliato tutti i rami inutili lasciando dei monconi per futuri Jin (spezzoni di legna secca) poi mi ha spiegato come rimuove la corteccia vecchia da prima con un coltellino e con la spazzola metallica per finire con una spugnetta bagnata in acqua. Successivamente ho pulito tutti i rami eliminando i getti vecchi e ormai fermi, lasciando solo i rametti semi-lignificati e vigorosi.

La fase successiva è stata la preparazione della pianta per la legatura, il maestro mi ha insegnato a mettere la rafia per proteggere e rendere elastico il ramo per poterlo poi piegare. Dopo la rafia per maggiore protezione si è messo anche uno strato di nastro gommato vulcanizzante.

Filatura, finalmente arriva il momento clou, il maestro mi fa vedere come scegliere il filo del diametro giusto e come avvolgerlo correttamente perché regga in posa i rami. Inizia un lavoro certosino che partendo dai rami più grandi mi porta alla legatura di tutti i primari e i secondari, anche i più piccini. Ehmmm! modestamente la mia manualità è uscita fuori tutta!

Alla fine sono state fatte tutte le pieghe e l’impostazione iniziale. Ehehehhe ovviamente il maestro in questa fase delicata ha fatto le pieghe io l’ho solo aiutato, il rischio di spezzare il ramo se non si opera con precisione e delicatezza è altissimo.

Vi mostro la sequenza della lavorazione:

Ovviamente quello che vedete è solo una prima fase ora bisogna aspettare una stagione vegetativa per poter fare nuovi interventi, vi aggiorno al prossimo step.

Ps: la mia scuola è : http://www.progettofuturobonsai.it/

Pps: la pianta si chiama ElMa in onore di mia figlia Elisa Maria

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Orchis Purpurea

5 maggio 2010 stefano Nessun commento

Orchis Purpurea, è un orchidea spontanea che cresce alle nostre latitudini un pò in tutto il mondo. E’ una specie protetta come tutte le orchidee, ma almeno in Italia per ora non corre alcun pericolo.

Sono molto felice di averla incontrata!

Nel bosco, atto secondo

2 maggio 2010 stefano Nessun commento

Questa mattina, armato di macchina fotografica e libro per riconoscere gli alberi, ho fatto un’altra gita nei boschi a valle di Civitella del Tronto. Questi boschi sono molto fitti e non proprio semplici da attraversare tuttavia è possibile incontrarvi dentro scene molto suggestive. Muschi, edera e fiorni nel fitto del sottobosco sono davvero stupendi, qualche foto per voi che mi seguite.

Ciao