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Archivio per maggio 2010

Rinvaso Miltoniopsis

23 maggio 2010 Nessun commento

Sono quasi 2 mesi che ho questa splendida orchidea regalatami da mia madre e ieri è sfiorita allora ho approfittato per rinvasarla poichè il substrato non mi convinceva affatto. Quando in un orchidea di tipo commerciale, (quelle acquistate presso i pochi vivai italiani specializzati come Nardotto & C. e Il Sughereto fanno caso a parte) non trovo il vaso trasparente appena è possibile faccio subito il rinvaso perché non mi fido e voglio essere certo che sia tutto a posto.

Tanto per  darvi un esempio di ciò che è possibile trovare ecco la foto della mia Miltoniopsis appena svasata.

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

La pianta era stata rinvasata con tutto il vasetto originale dove probabilmente era stata cresciuta, e ovviamente nel vasetto c’era:

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

la fantomatica palletta di sfagno che ovviamente in quelle condizioni non asciuga e non consente una buona areazione delle radici, cosa essenziale per le orchidee che nella stragrande maggioranza dei casi sono piante epifite, ovvero vivono su altre piante con le radici all’aria nutrendosi dall’umidità ambientale.

Bene ho provveduto a liberare tutte le radici dallo sfagno e dal bark molto delicatamente ed ho tagliato tutte le radici marce. Per sicurezza ho fatto un bagno alle radici di mezzora in soluzione di acqua di osmosi e previcur (fungicida della bayer). Dopo di che ho lasciato asciugare bene le radici per oltre 24 ore. Non preoccupatevi è epifita, ama stare con le radici all’aria! Purtroppo l’iPhone mi ha ciccato la foto con le radici curate e asciutte.

Nel frattempo due giorni fa mi ero premunito di mettere a bagno il bark nuovo che avevo selezionato per taglia medio piccola. Se non usate del bark idoneo ma preferite quello da pacciamatura è buona norma farlo prima bollire e poi farlo stare a mollo per più tempo in modo da eliminare residui di polvere e resina. Per il rinvaso oltre al bark ho usato una buon 25% di sfagno reidratato perché la Miltoniopsis necessita di una buona umidità. Poiché il bark nuovo asciuga piuttosto in fretta, l’aggiunta di sfagno dovrebbe garantirmi maggior tempo fra un’innaffiatura e la successiva.

Ecco le foto dei composti:

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

Lo sfagno reidratato, acquistato su ebay in inghilterra, tipo Neozelandese

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

Il bark con lo sfagno

Per il rinvaso ho sistemato sul fondo del vaso i pezzi grandi, selezionati appositamente per garantire un buon drenaggio e una buona areazione. Poi ho inserito la pianta e riempito il vaso con il bark piccolo mischiato allo sfagno facendolo penetrare bene fra le radici.

Ecco come si presenta:

Rinvaso miltoniopsis 23-05-2010

La miltoniopsis appena rinvasata.

Ho usato un vaso trasparente, mi piace osservare l’evolversi della situazione radicale e alle orchidee la luce alle radici non da fastidio. Ora terrò la pianta senza annaffiature per almeno 10 giorni, questo consentirà ai tagli di cicatrizzare ed impedirà lo sviluppo di muffe e funghi. Poi riprenderò le innaffiature gradualmente e spero che entro un mese o due la pianta risponda con vigore emettendo nuova vegetazione.

Al prossimo aggiornamento, ciao.

Finalmente! A scuola di bonsai

16 maggio 2010 Nessun commento

Ieri sono andato finalmente alla scuola di bonsai per iniziare il mio percorso formativo a questa arte. L’esperienza è stata entusiasmante, ho passato un’intera giornata insieme al Sensei Enrico Savini e ad altri studenti a fare bonsai. Bellissimo ero lì con il mio ginepro sul tavolinetto rotante, gli attrezzi, il filo, la rafia e l’odore stupendo della pianta.

Intanto vi mostro la pianta di partenza che ho comprato al Vivaio scegliendola personalmente, il mastro dice che è un ottimo materiale per imparare, ha una scaglia molto compatta e regolare e cosa fondamentale, è in perfetta salute.

La prima operazione è stata la pulitura della pianta, il maestro ha tagliato tutti i rami inutili lasciando dei monconi per futuri Jin (spezzoni di legna secca) poi mi ha spiegato come rimuove la corteccia vecchia da prima con un coltellino e con la spazzola metallica per finire con una spugnetta bagnata in acqua. Successivamente ho pulito tutti i rami eliminando i getti vecchi e ormai fermi, lasciando solo i rametti semi-lignificati e vigorosi.

La fase successiva è stata la preparazione della pianta per la legatura, il maestro mi ha insegnato a mettere la rafia per proteggere e rendere elastico il ramo per poterlo poi piegare. Dopo la rafia per maggiore protezione si è messo anche uno strato di nastro gommato vulcanizzante.

Filatura, finalmente arriva il momento clou, il maestro mi fa vedere come scegliere il filo del diametro giusto e come avvolgerlo correttamente perché regga in posa i rami. Inizia un lavoro certosino che partendo dai rami più grandi mi porta alla legatura di tutti i primari e i secondari, anche i più piccini. Ehmmm! modestamente la mia manualità è uscita fuori tutta!

Alla fine sono state fatte tutte le pieghe e l’impostazione iniziale. Ehehehhe ovviamente il maestro in questa fase delicata ha fatto le pieghe io l’ho solo aiutato, il rischio di spezzare il ramo se non si opera con precisione e delicatezza è altissimo.

Vi mostro la sequenza della lavorazione:

Ovviamente quello che vedete è solo una prima fase ora bisogna aspettare una stagione vegetativa per poter fare nuovi interventi, vi aggiorno al prossimo step.

Ps: la mia scuola è : http://www.progettofuturobonsai.it/

Pps: la pianta si chiama ElMa in onore di mia figlia Elisa Maria

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Orchis Purpurea

5 maggio 2010 Nessun commento

Orchis Purpurea, è un orchidea spontanea che cresce alle nostre latitudini un pò in tutto il mondo. E’ una specie protetta come tutte le orchidee, ma almeno in Italia per ora non corre alcun pericolo.

Sono molto felice di averla incontrata!

Nel bosco, atto secondo

2 maggio 2010 Nessun commento

Questa mattina, armato di macchina fotografica e libro per riconoscere gli alberi, ho fatto un’altra gita nei boschi a valle di Civitella del Tronto. Questi boschi sono molto fitti e non proprio semplici da attraversare tuttavia è possibile incontrarvi dentro scene molto suggestive. Muschi, edera e fiorni nel fitto del sottobosco sono davvero stupendi, qualche foto per voi che mi seguite.

Ciao