La mia prima maratona!
Sono molto felice di potervi raccontare la mia prima maratona che ho corso a Roma domenica 20 marzo. La maratona di Roma è la più frequentata d’Italia con oltre 16.000 partenti e si svolge su un percorso davvero strepitoso, snodato fra i possenti monumenti romani. Con il mio amico Maurizio decidiamo di partire dall’Aquila domenica mattina presto. Maurizio studia a fondo le possibilità e alla fine opta per una strategia che ci porta a parcheggiare la macchina a non più di 150 mt. dal Colosseo, sede della partenza della maratona. Arriviamo a Roma alle ore 7 del mattino, il Colosseo già brulica di persone affaccendate con la preparazione pre gara. Dopo un buon caffè, iniziamo a prepararci anche noi. Pronti per la partenza depositiamo lo zainetto presso il depositi e ci avviamo verso le griglie di partenza, sono le 8 e 40 minuti, l’eccitazione sale. Ore 9, sono pronto e concentrato! Scatta il via, sono troppo indietro per vedere la testa della corsa, mi accorgo della partenza dal boato del pubblico che assiste numerosissimo. Dopo pochi secondi iniziamo a muoverci e dopo 2 o 3 minuti partiamo passando sotto la partenza, scatta la mia maratona. Sono indietro, devo raggiungere il pacemaker con i palloncini bianchi, quelli che concludono la gara in 4h e 15m, ho deciso che voglio andare insieme a loro. Cerco di raggiungerli facendo lo slalom in mezzo alle persone, è difficile i mie concorrenti sono veramente numerosi! Ecco i palloncini bianchi! Finalmente intorno all’ottavo km raggiungo i pacemaker, penso fra me e me: “bene questo ritmo è sostenibile, rilassati perché si tratta di fare solo i km”. Siamo al 10km bevo un po’ d’acqua al rifornimento, mi sento bene decido per un ritmo leggermente più sostenuto le sensazioni sono positive. Arrivo intorno al 20km la stanchezza comincia a farsi sentire, è normale ma non ho dolori o altro è quasi più una cosa mentale, all’improvviso, dopo una curva a gomito, entro sul Viale della Conciliazione, difronte San Pietro, ai lati due ali di folla che ci incita! Sono quelle cose che ti danno carica, la spinta è notevole, mangio il gel come previsto al 20km passo la mezza maratona e arrivo al 25km. Qui cominciano i dolori! Al rifornimento mi disseto con acqua e gatorade e mangio uno spicchio di arancia. Come riprendo il ritmo mi sento subito pesante, le gambe cominciano ad irrigidirsi. Rallento! 28km, mi sento meglio, attribuisco alla bevuta abbondante la pesantezza dei 3 km precedenti e continuo sul mio ritmo. 30km, di nuovo rifornimento come previsto prendo il 2° gel e bevo di nuovo, impossibile deglutire i gel senza bere acqua poi. Di nuovo pesantezza e rigidità alle gambe, rallento e penso: “ok adesso passa”. Invece no! I km scorrono lentamente, la zona non è bellissima, siamo sul lungo Tevere e stiamo tornando verso Roma centro. Sono vigile, ascolto ogni malumore del mio corpo, i piedi si lamentano, le gambe stanno lentamente diventando due pali di legno, le spalle sono indolenzite. Continuo sperando che la situazione migliori e arrivo al 35° km, c’è il rifornimento penso ok mancano solo 7km, mangio il 3° ed ultimo gel bevo gatorade e acqua e riprendo lentamente il mio cammino. La situazione è sempre peggiore, i piedi cominciano a lamentarsi seriamente.

Verso il km 37 finalmente si rientra dentro Roma, Via del Corso, Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi in successione suscitano grande emozioni e mi fanno superare quello che è il periodo più nero. Le gambe sono moribonde, i piedi mi fanno male e i sampietrini del centro romano certo non aiutano, cerco disperatamente zone di asfalto liscio. Sto soffrendo davvero! Cosa ti manda avanti? il cartello dei 40km, è come la manna dal cielo! Quando lo vedo, decido di saltare il rifornimento e di correre dritto dritto verso il traguardo. 41km, aumento il ritmo le gambe sembrano sbloccarsi, dietro di me i palloncini bianchi stanno arrivando lo dice lo speaker. 41,5km un signore grida: “Forza mancano 300m!”, non gli credo manca di più ma la sua voce è come una spinta, aumento ancora di più, è leggera salita, siamo di fianco al Colosseo! Cartello dei 42km in vista, la gioia si sostituisce immediatamente al dolore, il traguardo è lì a soli 195m! Corro, corro verso il traguardo con le energie che il cervello a trovato da qualche parte nel mio corpo. E’ come se il cervello autonomamente pensa: “vabbè non l’ho fermato con i dolori adesso lo fermo facendolo arrivare prima!”. 50 m, alzo le braccia al cielo, le lacrime agli occhi e taglio il traguardo! Real time 4h 11m 2s.
Bonsai Do
Ieri grande giornata a PF!!! Ho lavorato sulle mie piante, ed ho effettuato i rinvasi. Tutto molto istruttivo devo dire, a PF non si finisce mai di imparare piccoli trucchi e segreti anche su argomenti che sembrano essere scontati come il rinvaso. Ero partito con l’idea di rinvasare ElMa ancora in un vaso da coltivazione, più piccolo e a forma di ciotola ma poi il Sensei ha detto che tutto sommato si poteva anche poteva trapiantare anche in vaso bonsai così da evitare un ulteriore stress l’anno prossimo.
Abbiamo quindi scelto uno fra i vasi che il maestro vasaio Andrea Melloni ha inviato a PF come materiale dimostrativo di forma rotonda e dimensioni appropriate. Il risultato è quello che vedete nella foto. Devo dire che sono molto soddisfatto di questa pianta che ricordo ho acquistato presso un vivaio alla modica cifra di 15 euro!
Vi ricordo che ElMa è stata la pianta che ho lavorato la mia prima volta a PF, si chiama ElMa in onore di mia figlia Elisa Maria.
Ho rinvasato anche il pino nero passandolo da una ciotola da 50 Cm di diametro ad una da 40 Cm. Nei prossimi anni questa ciotola ci consentirà di coltivare la pianta in modo adeguato a sopportare agevolmente le lavorazioni necessarie a renderla un bonsai. Rispetto al ginepro la lavorazione del pino è più lunga e sofisticata, occorre molta pazienza ma d’altronde il bonsai è una delle massime espressioni del tempo che scorre e plasma le cose!
Bonsai Do
La mia Bonsai Do continua! Sabato ho avuto una grande opportunità a PF; ho potuto lavorare insieme ad Andrea sul suo bellissimo Ginepro Fenicio (Juniperus Phoenicea). L’esperienza è stata davvero molto utile, infatti finora ho sempre lavorato sulle mie piante che sono ottime per compiere i primi passi ma che non presentano quelle caratteristiche di complessità che invece ha un vero bonsai. Insieme ad Andrea abbiamo legato con il filo di rame tutti i rami principali, secondari e terziari, in parole povere abbiamo legato tutto! Poi Andrea, che è davvero molto bravo, ha sistemato e impostato tutti i rametti per formare i vari palchi che compongono la chioma. Infine abbiamo pulito le vene di legno vivo e il secco su cui ho dato una mano di liquido Jin. La foto finale è opera mia. Andrea osservando poi la foto ha ulteriormente sistemato la chioma, per eliminare anche i più piccoli difetti. Potete trovare informazioni su Andrea sul suo sito http://www.mybonsaido.com/. Da parte mia un grande grazie ad Andrea per avermi concesso questa opportunità molto formativa!
I miei buoni propositi per il 2011!
Non è che amo fare programmi a lungo termine ma quest’anno voglio impormi degli obbiettivi da realizzare. Ecco a voi quindi la mia lista di buoni propositi per il 2011!
- Correre per oltre 1500 km e completare almeno una maratona. Il 2010 è stato un anno un po’ problematico ricco di ansie che mi hanno tenuto lontano dalle attività sportive. La corsa mi aiuta a stare bene è un proposito ambizioso ma ce la posso fare;
- Mettere da parte 1000 € per fare un bel regalo a Lori;
- Imparare a programmare per iOS e Mac Os X. Ho cominciato un po’ di tempo fa ma non ho mai portato a termine gli studi ne ho realizzato qualcosa di serio, ho un’applicazione utile da fare e voglio approfittare per imparare;
- Imparare a programmare con Sencha Touch. Ho un progetto in mente per il negozio di Lori che si addice perfettamente all’iPad. Lo voglio realizzare con Sencha Touch per imparare questo framework.
- Aggiornare più frequentemente il blog, l’anno scorso per i già citati motivi non ho pubblicato molto sul mio blog, nel 2011 voglio fare di più;
- Suonare di più e meglio, voglio imparare a suonare la chitarra e nel 2011 voglio dare una svolta.
- Fotografare di più, il 2011 deve essere un anno creativo a livello fotografico. Voglio lanciarmi in alcuni progetti creativi che ho in mente da diverso tempo.
- C’è un’altra cosa che voglio fare ma per ora la tengo segreta!
Buon anno a tutti!
E se l’iPhone non si collega a Twitter?
Ieri mi è successo un fatto strano, volevo controllare Twitter con la relativa App per iPhone ma l’applicazione dava uno strano errore tipo username o password sbagliati. Faccio svariate prove ma nulla l’app non funziona eppure la login è corretta. Nel frattempo mi accorgo che anche tutte le altre applicazioni che in qualche modo si collegano a Twitter per condividere contenuti non funzionano sempre con lo stesso problema. Ho pensato che Twitter avesse un problema, e ho lasciato perdere. Questa mattina riprovo e niente sempre lo stesso errore.
Inizio a pensare a cosa è successo al mio iPhone e pensa che ti ripensa, mi torna in mente un fatto alquanto strano successo proprio ieri. Nel pomeriggio mi sono accorto che l’iPhone aveva come perso l’ora, non solo segnava proprio un giorno sbagliato. Tuttavia non vi ho dato molto peso pensando ad un semplice errore del server per l’aggiornamento della data e dell’ora. Ho semplicemente disattivato le impostazioni automatiche ed ho impostato manualmente il fuso orario, la data e l’ora corrette!
Dunque ho un problema con la data e l’ora ma Twitter che c’entra?
Allora vado su supporto di Twitter e trovo:
Stai vedendo errori tipo “Non autorizzato” o “Nome utente e password non validi” quando tenti di accedere? Ciò è probabilmente causato dalle impostazioni di fuso orario non corretto o una versione non aggiornata dell’applicazione Twitter.
Caspita allora il fuso orario c’entra e come!
Riprovo ad impostare la data e l’ora in modo automatico e di nuovo mi imposta una data ed un ora errati. Che faccio? Bhè intanto sincronizzo l’iPhone così fa il backup e poi magari provo a ripristinare le impostazioni iniziali.
SORPRESA
Dopo la sincronizzazione con iTunes, l’iPhone mostra di nuovo la data corretta, con impostazioni data e ora su automatiche e ….
SORPRESA 2
Le applicazioni che usano Twitter sono di nuovo funzionanti!
Non ho investigato oltre ma una cosa è certa, il firmware 4.1 qualche problemino con la data e l’ora ce l’ha!
Sencha, la svolta!
Negli ultimi mesi, con tante web app da realizzare e poco tempo per farle mi sono messo alla ricerca di un qualcosa che potesse fornirmi gli strumenti idonei a procedere con velocità. In particolare cercavo qualcosa per mostrare i dati, una griglia in cui mostrare i dati, poterli ordinare, spostare, paginare ed anche, all’occasione, editare. Durante le ricerche capito sul sito di ExtJs, ora Sencha, e scopro non solo una griglia che fa tutto quello che mi serve ma un intero ed enorme framework che praticamente, con l’ultima versione, ha tutti i componenti necessari costruire un’applicazione web.
Non solo, proprio nei giorni in cui muovevo i primi passi per scoprire questo framework, è stato rilasciato Ext Designer, un software multi-piattaforma, che permette con il semplice Drag & Drop di creare gli elementi dell’interfaccia grafica dell’applicazione, utilizzando i componenti di ExtJs.
Incredibile, posso creare un’intera interfaccia senza scrivere una riga di html o css, fantastico proprio quello che cercavo. Menu, finestre, form e griglie, tutto in modo semplice, coerente e lineare e non solo, controlli avanzati sui campi, data_store, combobox, data_grid insomma tutto!
Ho fatto la scelta, uso ExtJs!
L’apprendimento non è semplice, bisogna entrare nei meccanismi del framework e scoprirne le funzionalità davvero vastissime, nei prossimi giorni pubblicherò qualche tutorials su come usare Ext Designer per realizzare velocemente un’applicazione.
Vacanze in Norvegia 2010
La Norvegia è un paese molto esteso e scarsamente popolato dove la natura, anche per scelta degli abitanti, ha ancora la priorità su tutto. E così ti ritrovi a dover percorrere 500km in auto e impiegarci oltre 10 ore, poiché le autostrade norvegesi sono più strette delle nostri statali e si arrampicano fra montagne e vallate per poi scendere verso i fiordi e il mare. Il paesaggio è impressionante, incontaminato e non è affatto difficile inquadrare col grandangolo senza includere segni della presenza dell’uomo. Foreste di conifere e faggete dominano i pendii meno scoscesi, rocce mastodontiche si tuffano a picco nel mare, l’acqua sgorga dalle pietre in ogni dove creando infinite cascate e rapide. Insomma se la natura è la vostra passione la Norvegia è una tappa obbligata.
Durante questo viaggio abbiamo visitato molti luoghi, viaggiando con la macchina e i traghetti attraverso i fiordi nord occidentali, per poi visitare la capitale Oslo prima di ripartire. A noi sono piaciuti più i posti isolati, dove è possibile entrare in contatto con le piccole realtà che popolano le coste dei fiordi. La vita in questi posti scorre con un ritmo più lento, è più genuina. La città invece è moderna e ricca di servizi, ma la gente è schiva e un po’ fredda, come in tutte le grandi città europee.
Ecco le foto del nostro viaggio
La valle del Chiarino
La valle del Chiarino, situata interamente in provincia dell’Aquila, è una splendida vallata del Gran Sasso d’Italia nel bel mezzo del parco nazionale. All’interno della valle scorre il fiume Chiarino, le cui sponde sono ricoperte da un fitto e antico bosco di faggio. Percorrendo la strada, ora interrotta per una frana, che risale la valle si arriva fino alle sorgenti del fiume attraversando l’imponente faggeta che di tanto in tanto lascia passare un po’ di luce creando atmosfere da sogno. Il fiume sfocia nel lago di Provvidenza, diga artificiale raggiungibile tramite le statale 80 L’Aquila Teramo, da cui inizia l’escursione per la valle.
La mia Cattleya
Vi mostro la mia bellissima Cattleya, dovrebbe essere una Loddigesii ma più probabilmente è una Harrisononiana. Poco importa è semplicemente stupenda ecco le foto!
Ciao




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